Un po' di Storia

Il Palio dei Borghi nasce nel 1961 per rievocare la leggenda del soldato di ventura Giunalin Magliano, al soldo dei Savoia, reduce vittorioso dalle Fiandre, dove aveva combattuto e persin trovato una sposa. Il “ritorno del prode guerriero” fu festeggiato fino al 1969. Poi, per lavori di ristrutturazione del Castello e risistemazione della piazza antistante, il Palio s’interruppe fino al 1986. Dall’anno successivo il Palio -rinominato Giostra de l’Oca- rievoca la storica visita di Carlo Emanuele I di Savoia con la novella sposa, infanta di Spagna, Caterina d’Austria: nel giugno 1585 la coppia ducale, giunta in città da Nizza e attraversate Savona, Ceva e Mondovì, fu solennemente festeggiata a Fossano. Nel torneo, un prode cavaliere lottava con un drago: a seguire, gran spettacolo pirotecnico. Ancor oggi, l’affascinante cornice del castello trecentesco permette di ricreare suggestioni e atmosfere antiche: mezzo migliaio di costumanti dei sette borghi cittadini sfilano con sontuosi abiti riccamente decorati, i fantini si contendono il prestigioso palio, gli arcieri con arco nudo si sfidano nel trafiggere sagome di oche in movimento: la somma dei punteggi delle diverse gare, decreta infatti il vincitore della Giostra de l’Oca. Altra coreografica protagonista della manifestazione è l’arte della bandiera. Dal 1961 la fama del locale gruppo Sbandieratori Principi d’Acaia è consolidata in Italia e nel mondo: esibizioni folcloristiche e competizioni agonistiche vincenti fanno si che questo gruppo sia motivo di orgoglio cittadino oltre che di sincero affetto e ammirazione da chi osserva lo spettacolo. La Giostra dell’Oca riprende un antico gioco che pare risalire proprio al 1300: a quel tempo alcuni cavalieri al galoppo mozzavano la testa dell’oca sistemata in un cesto da cui sporgeva solo il collo del pennuto. Il vincitore portava a casa la gustosa preda! Nel 2009 i fantini, al galoppo, mozzano ancora la testa dell’oca, gli arcieri scagliano le loro frecce sulle sagome dei pennuti in movimento ma non più vive e starnazzanti!
 

 

E nel gran finale pirotecnico il castello “pare abbrusarsi” di nuovo… come più di 400 anni fa.

                   


 

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