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QUALCHE MONUMENTO CITTADINO
Cattedrale
Chiesa della SS Trinità, Chiesa di San Filippo

Castello degli Acaia

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Costo biglietti e prevenditeCattedrale
      
La cattedrale fu edificata tra il 1779 e il 1791 su progetto del Quarini sullo spazio dell'antica collegiata trecentesca. La facciata è neoclassica; all'interno importanti opere d'arte.

Il programmaChiesa SS Trinità
     
Gioiello dell'arte barocca, questa chiesa fu innalzata nel 1728 su progetto di Francesco Gallo. L'esterno è in semplice laterizio, mentre l'interno è riccamente decorato.

Costo biglietti e prevenditeChiesa San Filippo
    
La chiesa, costruita nelle forme attuali tra il 1703 e il 1709, presenta all'interno la volta interamente di pinta trompe-l'œil e pregevoli opere d'arte. La facciata è in cotto.

 


LA CATTEDRALE

  
          

Dedicata ai Santi Maria e Giovenale, la Cattedrale occupa lo spazio dell'antica collegiata trecentesca demolita nel 1778; l'attuale costruzione è stata edificata tra il 1779 e il 1791 su progetto di Mario Ludovico Quarini. L'edificio, mantenendo intatta la torre trecentesca a sinistra della facciata, si inserisce in uno spazio di oltre un terzo maggiore rispetto all'antica collegiata. La navata centrale prosegue, oltre il transetto, in un presbiterio molto profondo che culmina nell'abside semicircolare. Notevole il coro ligneo intagliato nel 1789 su disegno dell'architetto Rocca. Una cornice in stucco dorato racchiude la pala realizzata nel 1818 da Giuseppe Rossetti e raffigurante San Giovenale e il Beato Oddino che implorano la Vergine. L'altare maggiore è frutto di una trasformazione di quello fatto erigere nel 1732 per la precedente chiesa. Dell'antica chiesa sono la scultura lignea della Vergine delle Grazie (1750 circa), l'Urna di San Giovenale (intaglio ligneo dorato del 1713), la Cassa reliquario di San Giovenale, opera di un orafo piemontese del Seicento. Il pulpito è frutto di un rimaneggiamento dell'opera realizzata nel 1761 da Giuseppe Dollino. Realizzate appositamente per il nuovo edificio, verso la fine del XXVIII secolo, risultano la pala del Sacro Cuore, quella di San Michele, opere di Rocco Comaneddi, quella di San Carlo attribuita ad un allievo del Beaumont, Giovanni Domenico Molinari. All'inizio del XIX secolo furono realizzate le pale del Beato Oddino (Giovanni Comandù), della Cena di Emmaus (Luigi Pedrazzi), della Vergine con i Santi Rocco e Brigida (Bartolomeo Chiechio) e infine il San Giovenale libera la città di Narni, opera del Biscarra.
 La facciata è in solenne stile neoclassico; a forma di pronao con grandi colonne corinzie, in cotto, risulta alleggerita dal coronamento a quattro fiamme e dai capitelli di fine fattura. L'insieme della facciata, nella sua attuale forma in laterizio, non ricevette mai le decorazioni in stucco previste nei disegni del progetto. Il campanile risulta essere, insieme al castello e alla chiesa della SS Trinità, elemento emergente nel profilo della città; la cella campanaria a pianta ottagonale sovrasta una robusta torre quadrata, alleggerita da quattro eleganti aperture. Esecutore della cella campanaria e del campanile è Giovenale Boetto.

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CHIESA DELLA SS. TRINITA' O DEI BATTUTI ROSSI

     

Gioiello dell'arte barocca, questa chiesa, innalzata nel 1728 su progetto di Francesco Gallo, si affaccia arretrata rispetto alla via maestra, su di una piazzetta, con una facciata concava che articola su due ordini, lesene e colonne che vanno a reggere un frontone con timpano triangolare coronato da fiaccole. Alla semplicità dell'intenso colore del laterizio che caratterizza l'esterno, fa da contrappunto la ricchezza decorativa dell'interno con tutte le superfici trattate ad encausto a imitare i marmi policromi nelle parete modulate da lesene e colonne di ordine corinzio, oppure dipinte nelle volte, nei catini e nelle cupole.
All'interno una pala d'altare raffigurante la Crocifissione opera di Michele Antonio Milocco (1738), un gruppo scultoreo in legno policromato raffigurante la Trinità (1710), opera dello scultore Andrea Andora e una serie di piccole sculture lignee dorate, opere della seconda metà del Settecento forse di Ignazio Perucca. Le decorazioni delle volte furono eseguite negli anni Trenta del XVIII secolo dai fratelli Pozzi e dal Milocco.
Alla vivacità dei volumi, delle forme e degli spazi della chiesa, fa da contrappunto la severità dell'Ospedale della Santissima Trinità, opera di Francesco Gallo. L'edificio è costituito da un corpo che si sviluppa lungo tutto il crinale meridionale e aggetta verso valle con tre corpi avanzati; verso est il complesso prosegue con l'edificio della Chiesa della Confraternita dei Battuti Rossi.

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CHIESA DI SAN FILIPPO

chiesa di San Filippo
L'antica chiesa fu edificata a partire da 1651 su progetto di Giovenale Boetto e terminata dal Gallo; venne successivamente demolita perché troppo angusta e ricostruita, tra il 1703 e il 1709, nelle forme attuali come chiesa della Congregazione dell'Oratorio. La chiesa presenta una facciata con doppio ordine di colonne in cotto, di belle forme e proporzioni; la semplicità della facciata contrasta con l'interno particolarmente suggestivo e ricco di forme e di colori. La navata unica, su cui si affacciano cappelle laterali, nicchie e coretti, è coperta da una volta dipinta a trompe-l'œil con architetture che racchiudono la Glorificazione di San Filippo Neri e l'Assunzione della Vergine, realizzati nel 1739 da Giovanni Pietro Pozzo. La coppia di dipinti del presbiterio raffiguranti l'Adorazione dei pastori e l'Adorazione dei Magi, degli stessi anni, fu realizzata da Luigi Gambera. Del 1733 sono le decorazioni in stucco di intaglio ligneo che ornano i coretti, la cassa dell'organo, ghirlande e capitelli delle lesene che reggono la trabeazione. Nella sacrestia sono conservati dipinti del Bagnasacchi.
Della precedente chiesa sono conservate alcune statue lignee policromate che ornavano le nicchie e due tele: la Visitazione, attualmente sull'altare maggiore, opera di Sebastiano Taricco (1682) e San Filippo Neri portato dagli angeli, attribuita al Claret e attualmente conservata presso la Cassa di Risparmio di Fossano.

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