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SAN GIOVENALE
L'EPOPEA DELLA CARTA'
Esposizione in via Roma dei ritratti dei Benefattori
degli Istituti Fossanesi

 

   

 




Nella prima domenica del mese di maggio della festa del santo patrono, Giovenale, mentre per le vie cittadine il Vescovo porta in processione il busto d'argento, reliquiario delle ossa del capo del Santo, donato nel 1417 dal principe Lodovico d'Acaia, le facciate gotiche e barocche dei palazzi della via principale di Fossano, via Roma, sono per antica tradizione, tappezzate da centinaia di dipinti su tela che ritraggono i benefattori più insigni delle opere pie della città.
Se diffusa è la pratica di ricordare i benefattori con un ritratto, forse solo fossanese è l'uso di riprodurne le effigi dipinte, un giorno per ogni anno, al ricordo di tutti, nelle pubbliche strade.
Il singolare fondo iconografico si è ridotto, ai giorni nostri, a circa seicento tele. [...] Sembra quello di seicento ritratti un numero cospicuo, ma il confronto con elenchi della prima metà dell'Ottocento fa statisticamente valutare che, senza le perdite dovute a distruzioni e ad alienazioni abusive, la Città potrebbe oggi fregiarsi di duemila tele.
Da qualche tempo va studiando questa singolare tradizione locale il prof. Giorgio Barbero che, nel corso degli ultimi decenni, si è adoperato per assicurare la continuità della feconda tradizione degli studi di storia locale. [...] Egli ha riconosciuto all'Ospedale Maggiore il merito di aver avviato la tradizione nel 1613, con la commissione di dodici ritratti, alcuni dei quali tuttora si conservano. Ma il quadro più antico dell'Ospedale risale addirittura al 1572. [...]
Quando invece sia incominciato l'uso di esporre i ritratti per le strade cittadine non è dato a sapere. La testimonianza per ora più antica sta in una relazione del 1837 del priore Vittorio Risico, segretario del Regio Ospizio di Carità, pubblicato da Barbero: "Si tiene anche memoria de' Benefattori dell'Opera, e non solo nella tabella dei Legati in Cappella viene registrato il nome loro, ma si conservano dei medesimi su tela, quali vengono esposti al Pubblico nella Principale Solennità, cioè nella festa di San Giovenale, la prima domenica di Maggio. L'annuale esposizione dei dipinti rispetta alcune regole tradizionali. Le tele di ciascun ente occupano normalmente i due lati di un ben definito tratto di via Roma, con alcuni criteri supplementari: il ritratto del fondatore dell'ente e quelli degli ecclesiastici e dei militari si appendono preferibilmente in basso, sul lato di levante della via, il lato detto dei "porti dij preive"; i ritratti dei membri di una stessa famiglia si appendono accostati.

(testo tratto dal saggio di Mario Leone dal titolo Origini della manifestazione)

    


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